Le famiglie dentro le istituzioni: la sussidiarietà che diventa politica pubblica

Luciano Malfer – Research and Family Development Manager, Fondazione Bruno Kessler (FBK)

La qualità delle politiche pubbliche dipende anche dalla capacità delle istituzioni di riconoscere le competenze della società e coinvolgerle nella cura dell’interesse generale. È il significato della sussidiarietà orizzontale, sancita dall’articolo 118, quarto comma, della Costituzione, che impegna le istituzioni a favorire l’iniziativa autonoma dei cittadini, singoli e associati, nelle attività di interesse generale.

Il principio trova attuazione negli articoli 55 e 56 del Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017): il primo disciplina co-programmazione e co-progettazione con gli enti; il secondo le convenzioni con organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, alle condizioni previste dalla legge. La sentenza n. 131/2020 della Corte costituzionale riconosce nell’articolo 55 una significativa attuazione della sussidiarietà, delineando un modello di amministrazione condivisa. Sul piano internazionale, la Raccomandazione dell’OCSE sul governo aperto valorizza la partecipazione dei cittadini e degli altri soggetti interessati alla definizione delle politiche e alla progettazione dei servizi.

Nelle politiche familiari questo approccio assume un valore concreto. Le famiglie conoscono le difficoltà della conciliazione, gli ostacoli nell’accesso ai servizi, i costi della crescita dei figli e le risorse delle reti di vicinato. Un’esperienza che può accelerare la comprensione dei problemi, far emergere bisogni poco visibili e facilitare relazioni di fiducia. Coinvolgere famiglie e associazioni significa integrare le competenze amministrative e professionali con una conoscenza pratica, utile a orientare le politiche comunali.

Ad Alghero questa collaborazione si concretizza nell’Ufficio Politiche Familiari, istituito nel luglio 2016 e affidato mediante convenzione all’Associazione Nazionale Famiglie Numerose. L’Ufficio attua il Piano delle politiche familiari, monitora iniziative e ricadute territoriali, predispone un rapporto annuale e cura la ricognizione dei servizi e delle opportunità per le famiglie offerti dai diversi soggetti della città.

L’esperienza ha una dimensione nazionale ed europea: Alghero è capofila del Network nazionale dei Comuni amici della famiglia e aderisce all’omologa rete europea, promossa da ELFAC, la Confederazione europea delle famiglie numerose. Un accordo tra ELFAC e il Comune ha rafforzato questo ruolo, affidando ad Alghero il supporto e l’accompagnamento dei Comuni italiani interessati ad aderire alla rete europea.
Avviata prima del Codice del Terzo settore, l’esperienza traduce concretamente la sussidiarietà: le competenze associative sostengono la continuità dell’azione pubblica attraverso programmazione, attuazione e verifica. Dopo il confronto con gli amministratori, la parola passa a Mauro Ledda e Filomena Cappiello, responsabili dell’Ufficio, per approfondire il lavoro che collega le scelte istituzionali alla vita quotidiana delle famiglie.

L’Ufficio Politiche Familiari nasce dalla collaborazione tra Comune e Associazione Nazionale Famiglie Numerose. Che cosa significa, nel vostro lavoro, rendere concreta la sussidiarietà?

Significa riconoscere che le famiglie possono contribuire a costruire le politiche che le riguardano. L’esperienza associativa aiuta a leggere insieme problemi che spesso vengono affrontati separatamente: gli orari scolastici, il lavoro dei genitori, gli spostamenti, le attività dei figli, la cura delle persone anziane. Il nostro contributo consiste nel portare questa visione quotidiana dentro il confronto con l’amministrazione, trasformandola in proposte comprensibili e praticabili. La prospettiva delle famiglie numerose rende particolarmente visibili alcuni ostacoli, ma l’orizzonte dell’Ufficio è il benessere di tutte le famiglie.
La convenzione dà a questo rapporto una cornice di lavoro. L’Ufficio opera sul Piano comunale e si confronta con i settori dell’amministrazione, con le associazioni e con gli operatori economici. Per noi la sussidiarietà richiede questa reciprocità: disponibilità ad ascoltare da parte dell’istituzione e capacità di assumere impegni da parte dell’associazionismo. Le responsabilità amministrative restano in capo agli organi competenti; il contributo associativo porta conoscenza dei bisogni, relazioni e capacità di iniziativa. La collaborazione acquista valore quando produce continuità, obiettivi chiari e occasioni per verificare il lavoro svolto. (algherofamiglia.it)

Come si passa dall’ascolto delle famiglie a strumenti che aiutino davvero nella vita quotidiana?

Un primo passaggio è rendere comprensibile ciò che il territorio già offre. Il Dossier delle politiche esistenti a favore delle famiglie nasce da una ricognizione dei servizi e delle opportunità messi a disposizione dal Comune, dalle associazioni e dalle altre organizzazioni locali. Raccogliere queste informazioni significa aiutare le persone a capire a chi rivolgersi, quali opportunità possono utilizzare e quali condizioni di accesso sono previste. Un servizio può essere disponibile e tuttavia rimanere lontano da chi ne avrebbe bisogno: per questo informazione e orientamento sono parte sostanziale del lavoro sulle politiche familiari. (Alghero Famiglia)

Un esempio è lo “Sportello famiglia digitale” (sito e canali social @Alghero Family), uno spazio pensato per: informare e facilitare l’incontro tra le esigenze delle famiglie e le opportunità a loro dedicate, ascoltare il territorio, raccogliendo bisogni e feedback diretti, valorizzare la rete locale dei servizi per i nuclei familiari, promuovere le strutture certificate Family Friendly dall’amministrazione comunale.

Come coinvolgete associazioni, imprese e operatori locali affinché l’attenzione alle famiglie diventi una responsabilità condivisa?

Occorre offrire occasioni concrete per partecipare. L’Alguer Family Festival è una di queste: il programma documentato dal Comune mette insieme attività nei quartieri e nelle borgate, iniziative intergenerazionali, sport, cultura e occasioni di confronto educativo. L’Ufficio ne cura l’organizzazione e il coordinamento in collaborazione con Fondazione Alghero, Parco di Porto Conte e numerose realtà locali. Il valore di un appuntamento così sta anche nelle relazioni che permette di costruire: soggetti con competenze differenti imparano a lavorare su un obiettivo comune e le famiglie possono conoscere più da vicino le risorse della propria città. (Comune di Alghero)

Con gli operatori economici, l’attenzione alle famiglie deve tradursi in caratteristiche riconoscibili dell’offerta. I disciplinari del marchio “Alghero Family”, anche per le strutture ricettive, danno a questo impegno un riferimento concreto. Il punto è chiedersi come una famiglia vive realmente un luogo: quali servizi trova, quanto sono accessibili e quanto l’organizzazione tiene conto delle sue esigenze. Questa prospettiva collega accoglienza e qualità territoriale. Per noi una rete funziona quando ciascun aderente individua il proprio contributo e lo rende verificabile, facendo dell’attenzione alla famiglia una pratica che accompagna l’attività ordinaria. (comune.alghero.ss.it)

In che modo l’esperienza di Alghero si collega al ruolo della rete europea ELFAC e quali risultati sarà importante osservare?

Il lavoro locale diventa un modello per altri territori quando viene condiviso all’interno di reti di sussidiarietà più ampie. Nel 2021 la Regione Sardegna ha incaricato il Comune di Alghero, tramite l’Ufficio Politiche Familiari, di guidare i Comuni sardi verso la certificazione di “Comune amico della famiglia”, aiutando le amministrazioni a definire piani sostenibili. Questa dimensione collaborativa trova un pilastro nella Confederazione Europea delle Famiglie Numerose (ELFAC), promotrice del European Network of Family-Friendly Municipalities, la rete europea a cui aderiscono diversi Stati e oltre 200 comuni per diffondere buone pratiche di welfare. In questo contesto, Alghero svolge un ruolo guida fondamentale in qualità di componente del board tecnico del network e di coordinatore del network italiano dei Comuni amici della famiglia.
La sinergia tra la rete europea di ELFAC, il coordinamento italiano ad Alghero e l’associazionismo locale unisce attrattività territoriale e centralità delle persone. Per valutare se le iniziative migliorano davvero la vita quotidiana, sarà fondamentale osservare l’accesso effettivo ai servizi, la compatibilità degli orari con i tempi familiari, la partecipazione attiva delle famiglie e la continuità delle collaborazioni pubbliche. È proprio mantenendo questo legame tra la dimensione europea e il territorio che l’azione istituzionale continua a rispondere con concretezza ai bisogni delle famiglie.

Condividi l'articolo:

Articoli correlati