Tecnologia, reti e benessere: il contributo di Salute+ alle comunità

La salute si costruisce anche attraverso le opportunità che un territorio offre nella vita quotidiana: muoversi, incontrarsi, frequentare spazi accessibili e partecipare alla comunità. Promuovere sani stili di vita significa collegare le responsabilità individuali alle condizioni sociali, ambientali e organizzative che rendono possibili queste scelte.

È l’orientamento del documento dell’Organizzazione mondiale della sanità Achieving well-being (2024), che propone di integrare il benessere nelle politiche pubbliche attraverso la collaborazione tra settori e comunità. La successiva guida Implementing the global framework on well-being at the country level: policy pathways (2025) approfondisce il passaggio dalla visione all’azione, valorizzando partecipazione, governance e misurazione del progresso in termini di salute, inclusione e sostenibilità.

Nella prospettiva della People Strategy, questi riferimenti suggeriscono un metodo: ascoltare i bisogni, riconoscere le risorse locali, costruire collaborazioni e verificare i risultati. La ricerca e le tecnologie digitali possono sostenere questo percorso quando si integrano con il lavoro delle amministrazioni e delle organizzazioni territoriali.

TrentinoSalute+, attraverso l’app Salute+ sviluppata da FBK, collega la promozione dei sani stili di vita alla partecipazione comunitaria. Ne approfondiamo strumenti e prospettive con Martina Dell’Eva, Project Manager di FBK, e con Antonio Maini, sindaco di Caldes: due punti di vista complementari, quello della ricerca e quello del governo locale.

Martina Dell’Eva, Project Manager della Fondazione Bruno Kessler

Che cos’è Salute+ e come aiuta concretamente le persone a migliorare il proprio stile di vita?

Salute+ è un’app gratuita per smartphone sviluppata da FBK, disponibile per Android e iPhone. È lo strumento digitale del progetto TrentinoSalute+, coordinato dalla Provincia autonoma di Trento nell’ambito di TrentinoSalute4.0, il centro di competenza che riunisce Provincia, Azienda sanitaria e FBK. Accompagna le persone nella costruzione di abitudini più salutari, mettendo la ricerca tecnologica al servizio della consapevolezza e della partecipazione.

Il percorso comincia con un questionario sulle abitudini personali, riferito ad alimentazione, attività fisica, consumo di alcol e fumo. Sulla base delle informazioni fornite, l’utente può scegliere uno o più obiettivi di salute, organizzati in percorsi di quattro settimane. Un diario giornaliero permette di registrare alimentazione e movimento, conoscere meglio i propri comportamenti e individuare gli aspetti sui quali intervenire. Il funzionamento è descritto nella scheda ufficiale del progetto TrentinoSalute+.

Per sostenere la motivazione, il progetto prevede incentivi personali e sociali. I primi consistono in sconti e agevolazioni offerti dalle imprese partner. I secondi permettono di destinare i punti maturati a iniziative di promozione della salute proposte da organizzazioni senza scopo di lucro del territorio: raggiunta la soglia prevista, queste possono accedere a un contributo provinciale. L’impegno per migliorare le proprie abitudini può quindi contribuire alla realizzazione di attività utili anche ad altre persone.
Il valore di Salute+ sta anche nel collegamento con la comunità. L’app valorizza i “percorsi della salute”, che uniscono movimento e scoperta dei luoghi e possono essere costruiti coinvolgendo gli abitanti, raccogliendo memorie e conoscenze locali. Camminare diventa così un’occasione per conoscere il territorio, incontrare altre persone e rafforzare il senso di appartenenza. Lo strumento digitale si inserisce in un percorso nel quale ricerca, istituzioni e organizzazioni territoriali collaborano per rendere il benessere più accessibile.

Quale ruolo hanno le associazioni e l’accompagnamento delle persone? Che cosa insegna l’esperienza della Val di Sole?

Il coinvolgimento di cittadini e associazioni permette di comprendere quali opportunità siano utili e quali difficoltà ne ostacolino l’utilizzo. In Val di Sole, il Laboratorio territoriale “Vivere la salute”, nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne, ha collegato la promozione dei sani stili di vita al rafforzamento delle competenze digitali e all’assistenza di prossimità. Il lavoro con associazioni e circoli anziani ha sostenuto camminate, ginnastica dolce, incontri sull’alimentazione, orti intergenerazionali e attività espressive.
Gli sportelli digitali hanno offerto assistenza nell’accesso ai servizi sanitari online, diventando anche occasioni di ascolto e confronto. Questa esperienza evidenzia l’importanza dell’accompagnamento: mettere a disposizione un’app richiede anche di aiutare le persone a comprenderla e utilizzarla. Nelle aree interne, dove distanze e difficoltà negli spostamenti possono incidere sull’accessibilità, la collaborazione tra professionisti, istituzioni e comunità può rendere le opportunità più vicine alle persone.

Quali condizioni servono per sperimentare questo approccio in altri territori e verificarne i risultati?

Il punto di partenza è il confronto con gli attori locali: amministrazioni, servizi sanitari e sociali, associazioni e cittadini. L’ascolto dei bisogni e la conoscenza delle risorse disponibili consentono di individuare un ambito concreto di intervento, definire la popolazione da coinvolgere e costruire insieme obiettivi e modalità operative. Una nuova sperimentazione permette di comprendere come l’approccio possa essere adattato a territori con caratteristiche demografiche, sociali e organizzative differenti.
FBK può contribuire con competenze di ricerca, sviluppo tecnologico e accompagnamento alla progettazione. Prevedere fin dall’inizio il monitoraggio e la valutazione aiuta a verificare la fattibilità, comprendere gli effetti e individuare le condizioni per una prosecuzione sostenibile. Il valore del percorso risiede anche nello scambio tra territori, capace di generare nuove conoscenze e migliorare le soluzioni sperimentate.

 

Antonio Maini, Sindaco di Caldes

Perché la promozione della salute dovrebbe diventare un obiettivo dell’amministrazione comunale?

Le decisioni comunali incidono su molte condizioni del benessere: percorsi pedonali, aree verdi, spazi di incontro, attività sportive e culturali. Assumere la salute come obiettivo significa considerare queste scelte in modo coordinato, chiedendosi quanto aiutino le persone a vivere una quotidianità attiva e ricca di relazioni.
Nella prospettiva della People Strategy, questo richiede collaborazione tra gli ambiti dell’amministrazione e attenzione alle diverse età e condizioni dei residenti. La qualità del territorio dipende anche dalla possibilità concreta di utilizzare le opportunità disponibili. Un luogo accessibile, un percorso sicuro o un’attività aperta a tutti possono contribuire al benessere delle persone e delle famiglie.

Quale ruolo potrebbe avere il Comune in un percorso come Salute+?

Il Comune potrebbe anzitutto collegare le risorse esistenti: associazioni, gruppi di cammino, impianti sportivi, parchi e luoghi di aggregazione. Una ricognizione condivisa aiuterebbe a individuare le opportunità e gli ostacoli che ne limitano l’utilizzo, creando una base concreta per la collaborazione con la ricerca e con i professionisti della salute.
L’amministrazione potrebbe facilitare il confronto tra cittadini, imprese e Terzo settore, contribuendo all’informazione e al coordinamento. Sarebbe essenziale accompagnare chi ha minori competenze digitali e prestare attenzione a costi, orari e spostamenti, perché l’accessibilità dello strumento deve corrispondere a quella delle attività. Le associazioni potrebbero offrire un contributo importante grazie alla conoscenza delle persone e alle relazioni di fiducia costruite nel tempo.

Quali risultati sarebbe importante verificare insieme alla ricerca?

Occorrerebbe capire chi partecipa, con quale continuità e quali persone rimangono escluse. Sarebbe utile osservare anche la capacità delle organizzazioni di collaborare e mantenere le attività nel tempo. Il numero di iscrizioni a un’app rappresenterebbe una prima informazione, da integrare con la conoscenza delle esperienze e delle difficoltà dei partecipanti.
Il confronto con FBK potrebbe aiutare a distinguere la partecipazione, i cambiamenti nelle abitudini e gli eventuali effetti sulla salute, che richiedono tempi e strumenti di valutazione adeguati. Per il Comune, questo significherebbe disporre di elementi per migliorare le iniziative, decidere come dare continuità al percorso e condividere con altri territori un metodo documentato e adattabile.

 
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